Mese: Maggio 2017

Perché il web è il miglior posto per far incontrare imprese e clienti

Oramai è sotto gli occhi di tutti: internet ha invaso ogni angolo della nostra vita quotidiana, diventando in pratica la nuova piazza italiana, dove tutti si incontrano, dialogano, stringono amicizie, fanno affari.

L’ultimo rapporto sulla comunicazione pubblicato dal Censis sancisce che 3 italiani su 4 sono costantemente sul web, 2 su 3 possiedono un dispositivo mobile cosiddetto “intelligente” (smartphone), più della metà si informa SOLO online.

Il Censis ha rilevato che gli Italiani usano internet oramai per (quasi) tutto. Sul web tengono contatti e dialogano con i loro amici, prenotano i loro viaggi e le loro vacanze, guardano film, ascoltano musica e seguono eventi sportivi, entrano in contatto con le amministrazioni pubbliche e anche con le proprie banche (svolgendo online buona parte delle loro transazioni).

Questo perché tramite il web risparmiano tempo e spendono meno soldi. Ma soprattutto usano internet per informarsi e ciò ha fatto sì che tutti i tradizionali mezzi di comunicazione e informazione, primi fra tutti i quotidiani, hanno perso negli ultimi anni una fetta considerevole del loro pubblico.

Il declino dei centri commerciali e la grande opportunità per le piccole imprese

È ormai di pubblico dominio: il modello del Centro Commerciale, che ha dominato gli ultimi 20 anni qui in Italia (e non solo), ha cominciato a dare forti segni di cedimento, segno tangibile che, oltre un certo limite, i grossi non vanno perché c’è una fetta considerevole di consumatori che, per vari motivi (spesso anche caratteriali), preferisce – e sempre preferirà – il piccolo negozio a quello grande.

Forse è un piccolo esempio di “legge del contrappasso” di Dantesca memoria. I grandi Discount che un tempo hanno messo in ginocchio moltissime piccole attività locali, ora si trovano a patire lo stesso destino anche qui in Italia, come riportato in un’inchiesta di Repubblica che ha mostrato come la crisi economica degli ultimi anni abbia colpito questi immensi scatoloni di cemento, spuntati negli ultimi anni come funghi dopo la pioggia.

A pagare lo scotto di questa inversione di tendenza è il modello dell’iperstore, che attualmente soffre un debito d’ossigeno e vede fatturati e utili assottigliarsi di anno in anno. Chiaramente, come accade per tutti i fenomeni umani, il “Cut Over” non sarà istantaneo, ma il processo è già iniziato.

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